Vaccinazioni

I vaccini sono la principale forma di prevenzione e controllo delle più gravi malattie virali contagiose, una volta causa di morte. Grazie a loro, in pochi decenni sono praticamente scomparsi i casi di epatite virale infettiva, mentre quelli di cimurro e di gastroenterite virale si sono considerevolmente ridotti. E se purtroppo una grande percentuale di cani e gatti ancora non è vaccinata -le stime dicono più di uno su due- paradossalmente accanto a loro ci sono cani e gatti che vengono vaccinati più del necessario, nell’errata convinzione che vaccinandoli di più, li si protegga di più. Negli ultimi dieci anni, anche grazie alla maggior efficacia e sicurezza dei vaccini, si è evidenziato che l’immunità si mantiene più a lungo e di conseguenza sono necessari richiami vaccinali più distanziati di quanto veniva consigliato negli anni ’90.
La regola d’oro per tenere sotto controllo le infezioni virali contagiose è vaccinare il maggior numero di animali, in misura non superiore al necessario.
A differenza delle tavole dei dieci comandamenti, i dati scientifici sono in continua evoluzione.
E proprio sull’evidenza delle indagini degli ultimi venti anni, un gruppo dei più noti veterinari esperti di immunologia di tutto il mondo -WSAVA il nome dell’associazione che li raccoglie-
ha aggiornato le indicazioni in merito alle vaccinazioni. Qui ne riassumo le principali.

I cuccioli devono essere tutti vaccinati contro cimurro, parvovirosi ed epatite da adenovirus, da effettuarsi in più sedute, l’ultima delle quali all’età di almeno 4 mesi; richiamo per questi virus si farà tra i 6 mesi e l’anno di età e poi ogni 3 anni.

I cani che vivono all’aperto o frequentano anche saltuariamente parchi, giardini o zone rurali è opportuno vengano vaccinati anche contro le leptospire, vaccino che deve essere ripetuto ogni anno. Il vaccino per la rabbia è obbligatorio per il rilascio del passaporto ed è consigliato anche, in via prudenziale, per soggiorni nelle zone alpine del Trentino, dove pochi anni fa si sono avuti casi di rabbia nelle volpi.

I gatti tutti devono essere vaccinati contro parvovirosi e virus respiratori, con richiami triennali; il vaccino contro la leucemia virale si riserva ai gatti esposti a un possibile contagio, per esempio quelli chi vivono all’esterno o convivono con un gatto malato di FeLV.

Gli intervalli di tempo consigliati per i richiami vaccinali sono empirici e si basano sulla durata media dell’immunità emersa dagli studi.
L’approccio ideale sarebbe valutare caso per caso il momento in cui è realmente necessario rifare il vaccino e farlo solo quando serve, per evitare vaccinazioni inutili. Questo si può fare, ed è anzi consigliato, tramite un prelievo di sangue in cui si cercano gli anticorpi protettivi contro gastro-enterite, cimurro ed epatite. Se il livello degli anticorpi è ancora alto non serve il vaccino; se è al di sotto di un limite minimo, è il momento di ripetere la vaccinazione.